Testamento ecologico

Del testamento biologico se ne sta parlando da tempo, ormai. Del testamento ecologico, invece, sarebbe ora di iniziare a parlarne. Perché io francamente non mi sento troppo a posto con la coscienza nel lasciare quattro centrali nucleari in eredità ai nostri figli e nipoti. Quattro centrali, o più, chissà, i cui rischi graveranno sempre su di noi e su chi verrà dopo.

Speravo di vedere un piano che, entro il 2020, prevedesse eolico, solare e chissà cos’altro. Le vie della tecnica sono infinite, ed il risparmio potrebbe già fare miracoli di per sé. Non che siano oggi una soluzione ottimale (no, ancora no), ma avrebbero impresso una direzione diversa.

Vado orgoglioso di essere in un paese che ha rifiutato il nucleare. E non mi piace vedere che una persona sola va a firmare con un’altra persona (ed entrambi non mi sono peraltro particolarmente simpatici, ma questo è un altro discorso) e firma il testamento ecologico mio e di tutti noi. Perchè io, quel testamento, l’avrei formulato tutto in un altro modo.

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