Io amo l’Italia

Io amo l’Italia. Soprattutto oggi. Soprattutto adesso. Amo l’Italia perché è piena di passioni. Perché sa porsi delle domande, e lo fa ogni singolo giorno. Ed essendo incapace di dare delle risposte, continua a far domande: senza soluzione di continuità, ma ponendosi interrogativi che altri nemmeno si sognano. Amo l’Italia perché non ha mai una risposta, perché è sempre alla continua ricerca di sé stessa. Così facendo cade, si fa male, è piena di ferite, ma si rialza e riparte.

Non so se altrove sia proprio così, ho più la sensazione che altrove ci si guardi allo specchio ogni giorno per rifare felicemente il trucco.

Amo l’Italia. Meno gli italiani. Perché in questa battaglia continua dimenticano di essere, innanzitutto, membri di una società. Perché troppo spesso antepongono il proprio interesse a quello collettivo. Perché non si sforzano di proporre soluzioni, ma si limitano a sceglierne una da rilanciare mentre in contemporanea si fa di tutto per affondare la proposta rivale. Avversaria. Contrapposta. Sempre e comunque antagonista.

Amo l’Italia, soprattutto in questi giorni. Ma vorrei che gli italiani avessero una coscienza più reattiva. Vorrei che si rendessero conto che la società è semplicemente qualcosa di più rispetto alla somma di ognuno di noi, e per questo motivo ogni nostra scelta è fondamentale.

Facciamo l’Italia ogni volta che cambiamo canale.
Ogni volta che compriamo un giornale.
Ogni volta che discutiamo al bar.
Ogni volta che mandiamo un SMS.
Ogni volta che infiliamo le scarpe.
Ogni volta che ascoltiamo la radio.

In ogni momento facciamo l’Italia. Dovremmo solo, in ogni momento, ricordarci di essere italiani. Ecco, questo invece non lo facciamo mai.

2 commentiIo amo l’Italia

  • quando lo dico, a chi mi ascolta fa spesso specie: siamo una nazione giovane con un passato millenario… del resto già qualcuno durante il Risorgimento si rendeva conto di aver fatto l’Italia, ma non ancora gli italiani ;)

  • Sbalky

    L’Italia non si può né fare né rifare fintantoché mancherà il popolo italiano. E il popolo italiano non potrà esserci fintantoché noi italiani non metteremo da parte lo spregevole individualismo di cui siamo pregni.
    Snobbiamo i cugini francesi d’oltralpe, ma proviamo a soffermarci sul nazionalismo che si respira strada per strada.
    Critichiamo gli Stati Uniti d’America per i loro “pochi anni” di storia contro la millenaria culla di civiltà sulle cui ceneri abbiamo tirato in piedi la nostra Italia, ma proviamo ad assaporare il patriottismo di quel popolo.
    Non so se dovrà nascere prima l’uovo o la gallina, ma avanti di questo passo credo che ci vorranno molte e molte generazioni prima di cambiare davvero mentalità.

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